Jansen

Fa' come se fossi a casa tua, ma non dimenticare che qui io sono a casa mia.
martedì, 10 novembre 2009

La pila

Qualche anno fa veniva prodotta una speciale lampada portatile: la mia pila. Anzi no, non è mia. Cioè, se l'avessi sempre a portata di mano, in tasca o comunque conservata nel mio cassetto forse potrei rivendicarne i diritti di proprietà, ma sta in un posto piuttosto lontano e io non posso certo pretendere che nessuno la tocchi. Però che rabbia, cazzo. Di pile così ne producono poche ed è difficile riuscire ad accaparrarsene una.
Dovreste vedere quant'è carina. E poi funziona che è una meraviglia. Secondo me è una pila magica, perchè con lei le cose sembrano più grandi, più belle, più importanti. Può succedere che ti innamori di una cosa che al buio, senza di lei, ti aveva lasciato indifferente. Se ce l'ho in mano e mi guardo allo specchio perfino io mi vedo bello. Emana tanta, tantissima luce. Una luce che potrebbe illuminare un'intera esistenza.



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lunedì, 02 novembre 2009

Spa presenta: Un post scriptum... coi piedi






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domenica, 25 ottobre 2009

Piscina party - seconda e ultima parte

Piove, sta arrivando novembre e io sto ancora a parlare del mio ultimo ferragosto. Certo che se 'sto blog avesse le ghiandole salivari mi sputerebbe in faccia un giorno sì e l'altro pure. Detto questo, torniamo a noi.
Salvatore è puntualissimo. Per l'occasione si presenta all'appuntamento col macchinone nero di suo padre e con tre donne al seguito. Dallo sportello anteriore lato passeggero esce la sua ragazza, una tipetta ricciolina, senza tette e con gli occhi verdi. Passabile, nel complesso. Da dietro invece vengono fuori le gemelle Kessler, ossia la sorella di Salvatore e la di lei migliore amica. Non sono parenti, eppure sembrano due gocce d'acqua e per giunta sono vestite allo stesso modo, strizzate in un abitino blu che lascia davvero poco all'immaginazione. La prima, che ha avuto l'onore di conoscermi qualche giorno prima in spiaggia, mi saluta carinamente; l'altra mi stringe la mano malcelando una certa preoccupazione, della serie "Se sono tutti così me ne torno a casa a piedi". Naturalmente sono il nanerottolo del gruppo e la cosa mi crea un filino d'imbarazzo. Va be', alla festa qualcuna della mia misura troverò. Espletata la pratica saluti ci si avvia.
Siamo tra i primi ad arrivare. C'è solo un gruppetto di ragazzini che si occupa della musica. Ci accoglie un fighettone alto circa 1 e 90, polo bianca Ralph Lauren, bermuda hawaiani e infradito. Scommetto che 'sto qui studia economia. "Ti ho già visto da qualche parte!", esclamo simpaticamente per rompere un po' il ghiaccio. "Forse mi hai visto all'università, tu studi economia?". Ecco, appunto. Comunque, scoprirò solo qualche ora dopo che il fighettone è solo un ospite. Invece, non scoprirò mai chi è esattamente il padrone di casa.
Sono minuti di attesa. Le Kessler si siedono e fumano come ciminiere. Salvatore e compagna limonano. Io e Dan ammiriamo la casa, la splendida piscina e il verde che circonda la villa. Ci mettiamo a giocherellare poi con un Super Santos, coinvolgendo anche Salvatore che di tanto in tanto concede qualche attimo di respiro alla sua tipa.
Ma ecco che cominciano a preparare il tavolo. Acqua, cocktails, arachidi, patatine, pizzette. Ormai si aspettano solo i festaioli. Che non tardano ad arrivare. Sono infatti circa le 22 quando un esercito di cavallette fa irruzione nella villa. I maschi sono dei truzzi scalmanati, tutti vestiti come tronisti di "Uomini e donne". Per le femmine, invece, non me la sento di usare il termine "vestite", poichè sembrano le meretrici del Foro Italico (chissà, magari le hanno prelevate apposta). Parte la musica. Si formano due gruppi tra loro non comunicanti, all'interno dei quali ogni uomo ha la sua donna e ogni donna il suo uomo. Salvatore e zita spariscono dalla circolazione. Gran cosa avere la fidanzata in situazioni come queste. Le Kessler cominciano a civettare con un terzetto di militari in licenza. Io e Dan siamo fottuti.
A questo punto, al sottoscritto non resta che sfoderare tutta la sua esperienza maturata in anni e anni di sfighe. E così, tra una patatina e l'altra si alternano:
1) finti sms inviati/ricevuti e finte telefonate fatte/ricevute. Ci scappa pure una vera chiamata a mia madre, che sta trascorrendo il ferragosto fuori e si sta divertendo un mondo;
2) finte pisciate. A conti fatti, sarò andato in bagno una ventina di volte, svuotando la vescica solo una volta;
3) finte bevute. Per salvaguardare la salute del proprio fegato, il trucco consiste nel versare nel bicchiere una goccia di alcolico e tenerlo con le dita unite in modo che nessuno ti sgami.
Il povero Dan si dimostra più ingenuo di me. Anche lui comincia a bere, ma ogni volta si riempie il bicchiere. E siccome lui regge l'alcool come io reggo Al Bano, al secondo cocktail vodka-red bull (tra l'altro la vodka è quasi inesistente in questo schifo di cosa) è già ubriaco come una scimmia. Si mette a ballare come un tarantolato, lancia bicchieri (di plastica, per fortuna) pieni d'acqua, parla a vanvera. Inevitabilmente, diventa lo zimbello di tutti. Da tutto questo io ci guadagno un quarto d'ora di celebrità. I festanti, infatti, vedendomi come l'amico savio dello sbronzo mi fanno domande su di lui e mi consigliano di mettermi al volante al posto suo per tornare a casa.
E' mezzanotte. I ragazzi si spogliano e si tuffano in piscina. Le ragazze si mettono in bikini, sembrando più coperte di prima, e li seguono a ruota. Le Kessler smettono di fumare e si tuffano. Si rivede Salvatore che si butta in piscina tenendo per mano la sua ragazza. Si tuffa anche Dan. A questo punto devo prendere una decisione: stare fuori e fare la figura dello sfigato o gettarmi in acqua e fare l'alga umana, rischiando pure una congestione? Va be', scelgo la seconda. E mentre tutti si divertono, giocano e fanno casino io sto lì a galleggiare come una boa. Per più di due ore.
Finiti i giochi acquatici, la festa si avvia verso la conclusione. I ragazzini staccano la musica, i ferragostani si asciugano e si rilassano un po' prima di andare via. Dan s'è rinfrescato le idee e sembra di nuovo lucido. Tuttavia non riesce a scrollarsi di dosso uno dei tre militari che per tutta la serata gli ha rotto i coglioni con battutine e risate. Mi chiedo come faccia a non prenderlo a calci. Le Kessler fumano. Salvatore propone di andare a mangiare i cornetti in un posto che sa lui. E il popolo è favorevole. Eccheccazzo, io voglio andare a casa.
Tornato finalmente alla base, mi concedo una bella cacata e una doccia. Vado a letto che sono quasi le sette. Vengo svegliato nemmeno due ore dopo da mia madre, che mi telefona per chiedermi se mi sono divertito.
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giovedì, 17 settembre 2009

Piscina party

L'homo sficatus ha pure i suoi raptus di ottimismo, che vi credete. In fondo la sfiga, presenza costante e ineluttabile nella sua vita, ogni tanto può distrarsi ed è per questo che bisogna essere sempre pronti a cogliere l'attimo. Certo, il più delle volte (per non dire tutte) i succitati raptus non vengono ripagati, ma il motto "Crederci sempre, arrendersi mai" mica l'ha inventato Simona Ventura.
Pomeriggio del 13 agosto di quest'anno. L'Arcangelo Gabriel... ehm... il mio amico Dan si materializza per annunciarmi la lieta novella: un amico di Salvatore, nostro compagno di avventure calcettistiche e pleistescionistiche, mette a disposizione la sua villa per trascorrere la notte di Ferragosto. Per partecipare occorre elargire una banconota da dieci euro come contributo spese (acquisto di cibo e alcool). E' previsto il bagno in piscina allo scoccare della mezzanotte ed è garantita una massiccia presenza di figa. Dan, senza perdere un solo istante, ha versato la sua quota e dato in anticipo anche la mia.
Grandioso. A conti fatti dieci euro per due pizzette, un pugno di pop corn e qualche bicchiere di vodka mi sembrano troppi, ma chi se ne fotte; con la mente sono già lì a sbevazzare, strusciarmi con qualche squinzia e divertirmi come non faccio da tempo. Ok, ci vediamo domani.
Sono le 19 e qualcosa. Il sottoscritto indossa: jeans blu con striature, truzzi al punto giusto; camicia mezze maniche bianca con bottoni a pressione; scarpe Puma argentate. Il telo e le ciabatte sono nello zaino.
La schitarrata di Ghigo Renzulli che ho impostato come suoneria del cellulare mi comunica che Dan è giù che mi aspetta. Il mio amico è eccitatissimo. Per la par condicio illustro brevemente anche la sua mise: camicia nera a maniche lunghe superattillata e semitrasparente, stile un po' discotecaro un po' ballerino di flamenco; jeans bianchi con cuciture dorate, molto texani; scarpe nere scamosciate; capello ingellato con tubetto a portata di mano in caso di necessità.
"Oh, se ti serve gel io ce l'ho!".
"Ok, se mi si scombinano i peli del cazzo me ne metto un poco!".
E dopo questo scambio di battute ci mettiamo in marcia. Abbiamo appuntamento con Salvatore in una piazzola a poco più di due chilometri. Noi non sappiamo la strada, sarà lui a condurci in paradiso.

 continua...
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giovedì, 13 agosto 2009

L'età e la crisi

"Lo sai che Rosario si è sposato?".
"Ma chi, Rosario quello che giocava con la tuta grigia? Ah. Ma lui lavora?".
"No, per ora no...".
"Perciò non lavora e si marita? Ma che minchia è?!".
"Eh, ma d'altronde era zito da dieci anni. Comunque dice che lei lavoricchia...".
"Ah, certo, allora...".

Di notizie del genere ne ricevo a ripetizione. Intorno a me è tutto un amarsi e moltiplicarsi; chi è a pane e olive si fidanza, chi è accoppiato si sposa e chi è già coniugato sforna marmocchi. In tutto ciò non ci sarebbe niente di male, se non fosse che i soggetti in questione lavorano per due lire o non lavorano proprio. Sarà che non considero l'aspetto romantico ma io queste cose fatte alla cazzo non le approvo. Non le approvo ma le capisco, nel senso che riesco a spiegare il perchè di certi comportamenti umani.
Il primo elemento da considerare è il tempo che scorre inesorabile. Chi ha ormai più di un quarto di secolo d'età, in genere, comincia ad avere una scacazza fottuta. Alcuni hanno paura di restare soli, altri invece temono più che altro il giudizio della gente, perchè si sa, solo è triste, solo è sfortunato, solo è sfigato. Ancora oggi è la donna a farsi maggiormente tali paranoie. Pensiamo, ad esempio, a certe tipe che vivono il fidanzamento come una sorta di promozione sociale. Magari non hanno amici, non fanno niente di interessante ma se ne fregano, tanto "io sono fidanzata". Poi queste amebe, dopo essere state cornificate prima e mollate poi dai loro ometti, cercano disperatamente di riallacciare rapporti di amicizia troncati da tempo e si sfogano su Facebook aderendo a gruppi del tipo "quelle che soffrono", "quelle che devono ricominciare", "quelle che hanno conosciuto uno stronzo" e scrivendo che "il mio nipotino è l'uomo più importante della mia vita".
Il matrimonio, poi, per molti rappresenta il coronamento di un sogno. Ora, dico io, un sogno è ereditare una catena di alberghi a Honolulu o diventare una rockstar. Sposarsi, mettersi una casa sulle spalle, condividere un letto a due piazze (che più passa il tempo più è usato unicamente per dormire) sono cose importanti ma normali, suvvia.
Ma la bramosia di un'evoluzione sentimental-familiare trova come cause anche la recessione e la precarietà del lavoro. L'individuo, giustamente, odia sentirsi un precario e la mancanza di garanzie di stabilità economica, paradossalmente, lo induce a consolidare quelle poche certezze di cui dispone, prima di restare col culo di fuori anche sul piano degli affetti. E, naturalmente, solo dopo aver messo su famiglia si realizza che campare d'aria non è il massimo della vita.

Comunque, sfiga o non sfiga, crisi o non crisi, il matrimonio del secolo si avvicina. Iachino e Snoopy. E chi se li perde.

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lunedì, 03 agosto 2009

Habemus pacchia

Va be' che non ci saranno orge e nemmeno festini per cocainomani. Figuriamoci, col materiale umano di cui dispongo la cosa più trasgressiva che posso organizzare è un torneo di scopone scientifico. Però.
Ciondolare tra le mura domestiche vestito di sola peluria.
Gustarmi i video di Youporn con la porta della mia stanza spalancata e senza togliere l'audio.
Masturbarmi in salotto o in cucina.
Uscire a farmi una passeggiata alle due di notte, per il semplice gusto di non dover dare spiegazioni.
Entrare in rosticceria e decidere, proprio in quell'istante, che quel trancio di pizza, quella porzione di lasagne o quell'arancina bomba sarà il mio pranzo (o la mia cena), chè nessuno ha già buttato la pasta o scongelato il controfiletto.
E, come al solito, trascorrere la notte di ferragosto davanti alla tv, ma stavolta senza avere addosso occhi che esprimono delusione, senso di colpa e anche un leggero sospetto che negli anni possa essere diventato omosessuale.
Potrò fare tutto ciò per qualche giorno, dacchè i miei quest'anno hanno deciso di farsi una vacanzina fuori città. Non staranno via molto, per cui non troveranno al loro rientro la discarica di Bellolampo al posto della casa e un figlio regredito a troglodita (forse).
Intanto è partito il conto alla rovescia, il bagno di libertà assoluta si avvicina. Per chi si accontenta di poco, queste son cose importanti.
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domenica, 21 giugno 2009

Spa presenta: Socomonsava' penetie'

Se pensate che ci siamo messi a pettinare le scrofe vi sbagliate di grosso. La Spa è viva, vegeta e ha grandi ambizioni. Sono tanti i misteri che riguardano l'uomo e il suo universo ed è tanta la sete di sapere. Ebbene, noi abbiamo deciso di indagare, di illuminare il labirinto dell'ignoto.
Dapprima abbiamo pensato di scoprire esattamente cosa succederà il 21 dicembre 2012, data che, secondo Nostradamus e l'antica civiltà Maya, segnerà l'inizio di una nuova era. Stavamo quasi per arrivare alla soluzione quando abbiamo ricevuto la telefonata di Roberto Giacobbo che ci implorava di lasciar perdere tutto, chè se gli soffiamo lo scoop lui finisce a vendere castagne agli angoli delle strade. Magnanimi, lo abbiamo accontentato.
Allora abbiamo deciso di scoprire la verità su Silvio Berlusconi, Noemi Letizia e il padre di lei. Non ci crederete ma, nel giro di un paio di giorni, ci siamo infortunati entrambi alle gambe. Noi, che alla pellaccia ci teniamo, abbiamo fatto tesoro di questi chiari avvertimenti.
A questo punto abbiamo pensato bene di percorrere un sentiero meno impervio ma non per questo meno rilevante. Siore e siori, è giunto il momento di far luce sul mistero del ritornello di "Transea".
Negli anni 80 i Litfiba sono tra i migliori esponenti della new wave italiana. Piero Pelù è un istrione e i suoi testi sono oscuri e affascinanti, in perfetta sintonia con le atmosfere suggestive create dalle tastiere di Antonio Aiazzi e dal basso di Gianni Maroccolo.
Nel 1983 la band pubblica "Transea". Cinque versi in tutto, tre compongono la strofa e due il ritornello. Ma l'Italia è attonita. Nessuno mangia più, nessuno riesce più a dormire. Tutti non fanno altro che chiedersi: "Ma che cazzo dice Pelù nel ritornello?".
Le ipotesi si sprecano. C'è chi parla di semplici gargarismi. Per qualcuno, dietro quei versi si cela il terzo segreto di Fatima. Altri credono che Pelù canti la formula segreta della Coca Cola.
Il mistero è arrivato fino ai nostri giorni. Ma adesso, grazie alla Spa, di mistero non si parlerà più. Dopo aver a lungo investigato, possiamo dire con certezza che il secondo verso recita Tes yeux maintenant si loins, ossia i tuoi occhi ora così lontani.
E il primo verso? Beh, il primo verso... dunque... esattamente... SOCOMONSAVA' PENETIE'. Oh, ma mica possiamo scoprire tutto noi. Su, dateci una mano, è la storia che ve lo chiede.


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mercoledì, 17 giugno 2009

Macumba macumbera

L'infiammazione al polso di due settimane fa non mi aveva destato alcun sospetto; in fondo, chi fa sport, e in modo particolare chi ha a che fare con manubri e attrezzi vari piuttosto pesanti, è soggetto a piccoli o gravi infortuni.
Poi m'è venuta una brutta irritazione ascellare (che più che un'irritazione pareva il fuoco di Sant'Antonio), guarita con una prodigiosa crema al mentolo.
Ieri, però, dopo essermi sfracellato un ginocchio destro ho avuto come un'illuminazione: c'è una persona che è affascinata dalla magia nera e che, di tanto in tanto, prova a fare cose strane a casa sua. Ora, io con 'sta persona prima andavo molto d'accordo ma negli ultimi tempi i rapporti si sono fortemente raffreddati.
Mi consigliate pasticcini o mazzo di fiori?
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venerdì, 12 giugno 2009

Cartoline dall'inferno

























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mercoledì, 27 maggio 2009

Invito accettato

Allora, volete sapere come è andata a finire? No? E io ve lo dico lo stesso.
Nelle migliori famiglie, quasi sempre l'ultima parola spetta al maschio capofamiglia. E, quasi sempre, ogni decisione coincide col volere della moglie. Il nostro Totò, ben sapendo che, se si fosse imposto, sarebbe andato incontro ad almeno trecentoventisei anni di bronci, lagne e battute al vetriolo, alla fine ha "deciso" di accontentare la sua Peppina. E così tutto s'è svolto secondo copione: levataccia domenicale, messa (mi è stato riferito che il prete era narcolettico), baci, abbracci e regalino d'oro alla bimba che, per la prima volta, ha preso gioiosamente in bocca... ehm... l'ostia. 
Tra qualche ora, Franca e Ciccio faranno una visita di cortesia ai loro amici invitati in chiesa e porteranno fotografie e confetti.
Il buon Totò mi ha già illustrato il suo pensiero circa l'uso che Franca e Ciccio dovrebbero fare dei loro confetti (non fatemi essere troppo esplicito, su). Ma tutto questo Alice, anzi Peppina, non lo sa.
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giovedì, 21 maggio 2009

Invito in chiesa

Da giorni non faccio che raccogliere pareri in merito a un buffo fatterello. Miei illustrissimi, affezionatissimi, amatissimi amici (sono stato abbastanza ruffiano?), sono curioso di sentire anche la vostra. Per cui mi accingo all'esposizione dei fatti, cercando di non tradire quella che è la mia opinione in modo da non influenzarvi.
Dunque, abbiamo tre coppie di coniugi (i nomi sono rigorosamente fittizi): Franca e Ciccio; Cochi e Renata; Totò e Peppina.
Franca e Ciccio sono, rispettivamente, cognata e fratello di Renata, moglie di Cochi.
Cochi e Renata sono, rispettivamente, fratello e cognata di Peppina, moglie di Totò.
Come si può facilmente concludere, la coppia Franca-Ciccio non ha alcun vincolo di parentela con i coniugi Totò e Peppina. Ci siamo fin qui? Dai, pare complicato ma non lo è. Andiamo avanti.
Le coppie Franca-Ciccio e Totò-Peppina non si frequentano ma, avendo in comune la coppia Cochi-Renata, ogni tanto si incontrano. Buoni rapporti, alla fin fine.
Ora, succede che la piccola Gesualda, figlia di Franca e Ciccio, deve fare la prima comunione e i genitori, come si usa fare in queste occasioni, invitano parenti e amici stretti al ristorante. Tra gli invitati, giustamente, non figurano Totò e Peppina.
Ma ecco che, un bel dì, Peppina riceve una telefonata.
"Ciao, sono Franca, come va?. Senti, io e mio marito, in occasione della prima comunione della nostra Gesualda, avremmo il piacere di invitarvi in chiesa per avere l'onore della vostra presenza!".
Totò e Peppina non la prendono esattamente allo stesso modo. Totò è perentorio:
"Invito in chiesa, eh? A parte che per mettere piede in una chiesa non ci vuole l'invito. Quindi, io dovrei alzarmi presto la domenica mattina per vedere 'sta ceremonia. Al termine, io me ne torno a casa come un coglione e gli altri vanno a sbafare al ristorante... Staminchia!!! Questa ci ha invitati per avere il regalo! E noi sai che facciamo? Non ci andiamo. Oppure ci andiamo ma niente regalo! Che si credono, che siamo fessi? L'invito in chiesa... ma vafanculu!!!".
Peppina è decisamente più diplomatica e accomodante:
"Evvabbè, magari sono in buona fede. Un regalino alla picciridda lo possiamo fare, anche una cosetta che costa poco. Non è carino presentarsi così, a mani vuote...".
Ora, io vi chiedo:
ha senso fare un invito del genere?
chi ha ragione, Totò o Peppina?
Dichiaro aperto il dibattito.
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lunedì, 18 maggio 2009

ARIECCHIME

Il mio povero orticello è tristemente incolto da parecchio tempo; mi pare doveroso passare a dargli un'annaffiata e a togliere le erbacce. Che poi, in realtà, non sono andato da nessuna parte. Io sono sempre qui, ci sono anche se non ci sono. Il fatto è che la primavera mi ha portato la procrastinite da blogger, morbo che induce colui che ne è affetto a rimandare a domani ciò che si potrebbe scrivere oggi. I risultati mi sembrano evidenti.
Comunque, gente, nel piatto c'è sempre la solita minestra: università, situazioni sfigate e dettagli di scarsa rilevanza.
La mia relazione con Federica procede a vele spiegate. Naturalmente mi riferisco alla mano amica, nel mio caso la sinistra, che io in prima elementare ho imparato a scrivere con la destra ma nasco mancino. Ma, come dice Barry Sand, il bello dell'autoerotismo è che dopo non devi riaccompagnare a casa la tua mano. Non sono di questo avviso i due poveracci che fra qualche mese sposeranno due mie compagne di scuola. Ora, io dico: siete giovani, non c'avete una lir... un euro, come vi viene in mente di accasarvi? Bah, cazzi loro. E a settembre si sposa pure Iachino, a dimostrazione che c'è speranza per tutti.
Il mio collega Giuseppe è sparito dalla circolazione, anche se continua a scaramellarmi la minchia coi suoi messaggini idioti.
Invece, continuo a vedere Memole. Negli ultimi mesi il nostro rapporto ha preso una piega mistica. Lei è sempre una bomba sexy, di giallo canarino vestita e di mostarda truccata. Tuttavia, da quando s'è messa a fare la catechista non parla più di prosciutti e biscotti al cioccolato; adesso disquisisce di Dio e di tutti quei personaggi di quel grosso libro di cui mi sfugge il nome... anzi no, ce l'ho: la Bibbia. Ora, voi sapete benissimo che io sono campione mondiale di triplo sbadiglio reiterato durante omelia e che, l'ultima volta che ho messo piede in una chiesa, sono riuscito nell'impresa di addormentarmi prima di mio padre. Per cui vi lascio immaginare i siparietti a cui diamo vita in attesa dei professori, con lei che predica come una suora e io che inneggio a Belzebù.
Ci sono poi dei fantasmi del passato che di tanto in tanto vengono a bussare alla mia porta. Ma di questo, forse, parlerò più avanti.
 
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mercoledì, 01 aprile 2009

MA GIUSTO PER SAPERE

State ancora lì?
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martedì, 03 marzo 2009

SPA PRESENTA: NOTE DOLENTI

Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, già. Era una notte buia e tempestosa. Era la notte di un anno che aveva da poco emesso i suoi primi vagiti. In quella notte vedeva la luce (e vedere la luce di notte ha già quel nonsochè di paradossale) la SPA, un'entità blogghifera nata dal connubio cannolo-bagna cauda...

Ribadisco che io sono più propensa al cannolo che alla bagna caoda... e guarda che mi tocca fare per un cannolo!!!!! Comunque non è giusto... tu giochi in casa!!!! Vorrei proprio sentire te cantare in piemontese!!!! Tzè.

Ma basta, sempre a lamentarti stai! Adesso silenziati e lascia che le note inebrino il nostro pubblico.

Aspetta che ci sentano i nostri lettori e vedrai i lamenti!




(Si ringrazia Danys per il supporto audio-tecnico)
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giovedì, 26 febbraio 2009

IL DONO DELLA SINTESI

Ho deciso: ci vado.
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venerdì, 20 febbraio 2009

SANREMO 2009: LE PAGELLE

A me 'sto festival sta piacendo. C'è allegria, c'è ritmo, si sbadiglia pochissimo. Paolo Bonolis è una garanzia, sapevo che se la sarebbe cavata alla grande. I nomi dei big in gara, però, non mi convincevano. E infatti sono pochi quelli che meritano la sufficienza. Procediamo quindi coi giudizi.

Afterhours (Il paese e’ reale): Un gruppo indie-rock a Sanremo, chi l'avrebbe mai detto. Il testo è buono, anche se mi aspettavo qualcosa di più. Come era prevedibile, non andranno in finale. Voto: 6,5

Al Bano
(L’amore è sempre amore): Il re di Cellino San Marco canta la stessa canzone da quarant'anni. Francamente, i suoi acuti mi hanno stracciato i coglioni. Eliminato dalla giuria demoscopica, è stato salvato dal pubblico televotante e quindi andrà in finale. Ma datevi fuoco, mummie. Voto: 4

Alexia e Mario Lavezzi
(Biancaneve): Secondo me lui dovrebbe limitarsi a scriverle le canzoni. Comunque il pezzo, vagamente rhythm and blues, è caruccio. Voto: 6+

Marco Carta (
La forza mia): Niente di originale, ovviamente, però mi aspettavo peggio. Collage di pezzi del repertorio di Ramazzotti. Voto: 6 - -

Dolcenera (
Il mio amore unico): Brano più che accettabile. Però da lei che ha ottimi gusti musicali (era una fan dei Litfiba) mi aspetto una crescita che ancora non c'è stata. Voto: 6,5

Gemelli Diversi
(Vivi per un miracolo): Questi rapper in declino si giocano la carta Sanremo. Strano che non li abbiano eliminati. Sì, perchè oltre ad essere pesci fuor d'acqua sono pure fastidiosi. I peggiori. Voto: 3

Fausto Leali
(Una piccola parte di te): Il testo sembra scritto da Toto Cutugno, tanto è patetico. Un vecchio leone come Leali non dovrebbe accettare certi testi. Voto: 4

Marco Masini
(L'Italia): Il lupo non ha perso il vizio (il pelo però sì, e si è rivolto a Cesare Ragazzi). E così, dopo "Bella stronza" e "Vaffanculo", il cantante toscano se la prende con l'Italia che c'ha rotto i coglioni. Testo forzato e canzone abbastanza lagnosa. Voto: 5+

Nicky Nicolai e Stefano Di Battista (
Più sole): Lei sembra Rosanna Cancellieri che imita Mina. Quest'anno che finalmente hanno portato una canzone briosa sono stati eliminati. Chi ci capisce è bravo. Voto: 6,5

Patty Pravo (
E io verrò un giorno là): Le radio non passeranno mai questo pezzo. E la stessa Patty Pravo dimenticherà in men che non si dica di essere stata a Sanremo. Però io vi dico che questo è il brano migliore tra quelli in gara. Voto: 7

Povia (Luca era gay): Non so che voto dare. La canzone è una minchiata, però mi piace l'arrangiamento. Vediamo un po'... Voto: 5

Pupo - Paolo Belli - Youssou N'Dour (
L’opportunità): Questa sembra una di quelle canzoncine che la maestra Concetta ci faceva cantare alle recite di Natale. Ma poi che c'entra Youssou N'Dour con Pupo? Dai, su. Voto: 5 -

Francesco Renga (
L'uomo senza età): Grande voce. A quanto pare, però, Renga è invidioso del repertorio di Al Bano e propone una sorta di romanza pop piuttosto noiosa. Sono lontani i tempi dei Timoria. Che peccato. Voto: 5,5

Sal Da Vinci
(Non riesco a farti innamorare): Al festival non può certo mancare la proposta neomelodica. Però va detto che Sal Da Vinci è più bello e canta meglio di Gigi D'Alessio. Eliminato dalla giuria demoscopica, è stato salvato dal televoto. E così non solo andrà in finale, ma stasera potrà fare il duetto con Gigggi. Vergognatevi. Voto: 5 - -

Tricarico (
Il bosco delle fragole): Questa volta il Telespalla Bob della musica italiana ha portato una canzoncina allegra e molto orecchiabile, dal testo come sempre strampalato. Se non fosse stato eliminato, stasera avrebbe duettato con Lory Del Santo. E chi se lo perdeva 'sto momento di televisione? Ma la gente a casa vuole vedere Al Bano e D'Alessio. 'Sti stronzi. Voto: 6,5

Iva Zanicchi
(Ti voglio senza amore): Almeno lei si guadagna un'eliminazione sacrosanta. Se la canzone fa schifo mica è colpa di Benigni. E poi dai, se canti di sesso senza amore a 70 anni non sei credibile e sei pure ridicola. Cioè, potrei capire Sophia Loren, ma Iva Zanicchi... Voto: 4

Quest'anno sono certamente più interessanti i giovani, in particolare la bella e brava Simona Molinari, che canta un pezzo swingato, Filippo Perbellini, che a diciotto anni ha già una voce paurosa e Arisa, personaggio di questa edizione del Festival.

PICCOLO AGGIORNAMENTO

Trionfo scontato di Arisa nella sezione "Proposte". Tra i big non era affatto prevista, invece, l'eliminazione di Dolcenera, data come cavallo vincente. A questo punto, Marco Carta è lanciatissimo verso la vittoria finale. Capirai, con tutte le fan brufolose che lo televoteranno... Però qualcosa mi dice che anche il tamarro neomelodico può avere qualche possibilità.
Augh, ho detto.

postato da jansen alle ore 20/02/2009 19:44 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: musica, sanremo, tv


venerdì, 13 febbraio 2009

E SUCAMU SUCAMU SUCAMU

Mancano pochi giorni all'inizio del Festival di Sanremo, manifestazione che scatena il critico musicale di quart'ordine che c'è in me. Per cui aspettatevi come prossimo post l'immancabile pagellone con promossi e bocciati.
Comunque, una cosa è certa: col cast di quest'anno non avrebbe sfigurato Brigantony, uno degli idoli della mia infanzia. Come, non conoscete Brigantony? Beh, io sono qui apposta. Vi faccio ascoltare 'A sucalora, uno dei pezzi più rappresentativi del sommo artista, con annessa traduzione del testo. Tzè, altro che Iva Zanicchi.



'A sucalora (Il biberon)

"Nanu! Nanu! Quando eri piccolo hai succhiato anche tu il biberon?".
"Eccome se lo succhiavo! Una volta ho pure rischiato di soffocare!".
A su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
Tutti quanti l'abbiamo succhiato
tutti quanti l'abbiamo imboccato
piccolini ci siamo ricreati
e fino a oggi lo succhiano ancora
Chi ci fa il buco più grosso
chi glielo lascia magari più stretto
se metti nel latte i biscotti
quando lo succhi ti viene più freddo
A su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
Tutti quanti l'abbiamo succhiato
tutti quanti l'abbiamo imboccato
piccolini non ci siamo vergognati
anzi in più ci siamo ricreati
a su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
e succhiamo succhiamo succhiamo
col biberon ci ricreiamo
a su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
a su... a su... a su... a sucalora
Mi raccontava pure mio nonno
che lo succhiava perfino cacando
e mia zia una volta per sbaglio
si è succhiata perfino il turacciolo
Mi diceva mio zio Pumpetto
che lo succhiava in bagno
perchè c'era suo fratello Turiddu
che il biberon lo voleva lui...


postato da jansen alle ore 13/02/2009 05:34 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: varie, musica, youtube, e sucamu sucamu sucamu


mercoledì, 11 febbraio 2009

L'INIZIO DELLA FINE?

Sarà una cosa che noto solo io, ma mi sembra che ci sia una sorta di generale e contagiosa svogliatezza nella blogosfera. Che sta succedendo? E' solo colpa di Facebook o c'è dell'altro?
postato da jansen alle ore 11/02/2009 02:41 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: pensieri


lunedì, 02 febbraio 2009

SDO BALE

Avrei voluto aggiornare il blog due giorni fa, ma ultimamente non sono in formissima. E quando non sto bene fisicamente il mio genio creativo va a farsi benedire.
Fortunatamente non ho l'artrite alle mani. Però ho il naso chiuso e gocciolante, cosa che mi dà un fastidio che non vi dico.
La gola non fa più male ma continua a bruciarmi un po'.
La voce non è ancora al top; fino a ieri sera al telefono mi hanno scambiato per il figlio segreto di Maria De Filippi e un tosaerba.
Ho avuto gli occhi così cerchiati che sembravo un panda.
Sento freddo, io che lo soffro poco. E dire che indosso una tutona pesantissima di pelle di orso bruno (giusto per restare in tema).
Ho avuto mal di testa, freddo e dolori muscolari, tipici sintomi della febbre. Sì, probabilmente ho avuto la febbre ma mi sono guardato bene dal mettermi il termometro sotto l'ascella per togliermi il dubbio. Quando c'è l'influenza l'aspetto psicologico ha la sua importanza: se sai di essere malato ti arrendi all'idea e ti senti uno straccio; invece, se ti autoconvinci di stare bene il virus si sente trascurato e torna a dormire. Certo, se hai l'influenza e non ti riguardi rischi di buscarti la broncopolmonite. Ma va be', sono dettagli, qualche rischio bisogna correrlo ogni tanto.
Per il momento non ho altro da aggiungere. Con permesso, vado a scatarrare al cesso.
postato da jansen alle ore 02/02/2009 17:19 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: varie, sdo bale


venerdì, 23 gennaio 2009

OBAMIZATION

Il giochetto cazzeggioso del momento sembra essere il simpatico "obamizzatore".
E allora, dopo essermi manghizzato e simpsonizzato, voglio sottopormi anche all'obamizzazione e vediamo che ne esce fuori.






Dai. Faccio la mia porca figura.
postato da jansen alle ore 23/01/2009 04:29 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: varie, obamization


sabato, 17 gennaio 2009

CRISTINA DEL BASSO

Cristina Del Basso Atomic Titten Grande Fratello 9 tette rifatte sesta oca stupida scema Veline





Tranquilli, è solo un esperimento.
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categoria: varie, tv


venerdì, 16 gennaio 2009

TOCCATI, NEK!

Tra l'altro, a proposito di De Andrè, poco fa ascoltavo su Youtube uno dei suoi meravigliosi pezzi. Quando guardo un video leggo sempre i commenti che gli utenti lasciano nella pagina. Come è giusto che sia, per Faber le manifestazioni di stima, affetto e ammirazione si sprecano.
A un certo punto, leggo il messaggio geniale di un utente: "Ma non poteva morire Nek???".
Ora, non me ne voglia il cantante di "Laura non c'è", ma quando ho letto 'sto commento, in mezzo a quella cascata di lodi a Fabrizio, mi è esplosa una fragorosa risata, con tanto di schizzi di saliva sul monitor.
postato da jansen alle ore 16/01/2009 03:19 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: varie, fabrizio de andrè


lunedì, 12 gennaio 2009

FABER 2009

Se non avete seguito lo speciale di "Che tempo che fa" dedicato a Fabrizio De Andrè avete fatto male. Sapete com'è, è sempre più raro trovare in prima serata una trasmissione televisiva all'insegna del garbo, della poesia e della musica con la "M" maiuscola.
Certo, non tutti gli artisti che hanno omaggiato il grande Faber sono stati all'altezza della situazione. Lucio Dalla, per esempio, in "Don Raffaè" è stato a dir poco imbarazzante; sbagliava le parole, cantava malissimo, sembrava un ubriaco capitato lì per caso. Lucio, dalle mie parti si dice che l'hai scafazzata.
Gianna Nannini ha cantato "Via del campo", una delle mie preferite; non è andata malissimo ma non mi ha emozionato per niente.
Jovanotti sembrava animato da buone intenzioni, ma "Il suonatore Jones" è una cosa decisamente più grande di lui.
Eugenio Finardi l'ho trovato noiosetto in 'Verranno a chiederti del nostro amore"; poteva prepararsela meglio.
Gli altri se la sono cavata. In particolare, Andrea Bocelli (La canzone dell'amore perduto) l'ho trovato sobrio e gradevole. Non era facile, per lui che è abituato ad altre tonalità, cantare questo pezzo.
Applausi per Vinicio Capossela, che ha interpretato "La città vecchia" in modo molto convincente. L'ha cantata quasi meglio di come la canto io (dai scherzo, non mandatemi a cagare).
Piero Pelù, il mio pupillo, non mi ha deluso. Ha proposto "Il pescatore" in una versione folk davvero brillante. Grande Piero.
Che dire. Fabrizio De Andrè non è un grande artista, è IL PIU' grande artista del secolo scorso. Andrebbe insegnato a scuola, magari al posto di quel tritapalle di Leopardi che ancora me lo sogno la notte quando mangio roba pesante.


postato da jansen alle ore 12/01/2009 03:49 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
categoria: musica, fabrizio de andrè, tv , youtube


martedì, 06 gennaio 2009

I FUGGITIVI

Come recita il vecchio adagio, l'Epifania tutte le feste si porta via.
Evvai. Ancora poche ore e sarà tutto finito. Pensate alla sensazione di piacere che si prova al cesso, quando si finisce di evacuare uno stronzo duro come il marmo. L'homo sficatus, passate le festività, prova un equipollente senso di liberazione. Allo sficatus non piacciono le feste. Cioè, lui le amerebbe ma non può, non ha i mezzi per farlo; la gnocca scarseggia costantemente, il parentado non è dei più brillanti, la vita sociale è sempre approssimativa. Per un maschio sficatus non è raro, per esempio, trascorrere una notte di capodanno come quella che mi sono lasciato alle spalle.
31 dicembre 2008. Roberto festeggia in un locale con la sua ragazza e altri amici, tutti rigorosamente accoppiati. I Cugini di Campagna sono fuori per lavoro. L'Ingegnere è invitato non so dove e non so da chi. Dan è coi parenti. Perfino Iachino, scacciafighe di fama interplanetaria, quest'anno si è clamorosamente fidanzato e va al veglione con la sua lei. Come al solito, nulla bolle in pentola. Potrei andare coi miei a cena da amici, ma il mio status non me lo consente. Dai, non posso presentarmi la notte del 31 da solo con papà e mammà; la gente fa presto a mangiare la foglia e io devo proteggere la mia finta immagine. E così dico ai miei che non sarò con loro perchè ho già i miei bei programmi. Di conseguenza, non posso neanche restare a casa spaparanzato sul divano; se i miei vecchi al rientro mi trovano in pantofole faccio una figura di merda colossale.
Alle sei del pomeriggio Padre e Madre escono ed io rimango solo col bisogno di escogitare qualcosa. Faccio un disperato tentativo e telefono a Dan, sperando che il mio simile abbia una soluzione last minute da propormi. Il mio amicozzo si trova nella mia stessa barca: non vuole andare coi suoi e s'è inventato una storia per restare da solo. Lo so, noi sficatus a volte ci facciamo troppe paranoie, ma l'orgoglio siculo non è affatto un luogo comune.
A questo punto organizziamo una fuga dal mondo. Mi presento a casa sua alle 23 e 45 circa. Dan è in pigiama e sta guardando un film porno. Però mi accorgo che in basso a destra del teleschermo c'è il simbolo di Canale 5. Capisco quindi che non si tratta di un pornazzo ma dello speciale di capodanno con fighe a go-go condotto da Paola Perego.
E' mezzanotte. La città esplode. I gatti di Dan impazziscono. Saliamo su in terrazza a guardare i fuochi artificiali. Dopo un po' Dan va a prepararsi. Io continuo a guardare i fuochi che pittano il cielo di mille colori. E intanto penso a una persona che non ho ancora dimenticato. Chissà dove sei in questo momento. Chissà quali braccia ti stanno avvolgendo. Fanculo. Manca solo una canzone di Luigi Tenco in sottofondo e poi posso buttarmi giù dal terrazzo.
Ma non c'è tempo per deprimersi, Dan è pronto e dobbiamo fuggire. Trascorriamo così le prime ore dell'anno in giro in auto, ascoltando musica e sfottendo Iachino ("Ma tu te la faresti la zita di Iachino?" "Talè, io mi pulirei il culo con la carta vetrata, ma la zita di Iachino noooo!!!" "Muahahahah!!!").
Ma, pensandoci, i più forti siamo noi che nella sfiga ci sguazziamo. Noi non siamo come quei fighetti che piangono lacrime di coccodrillo dopo aver speso 60 euro per entrare in discoteca. E che si lamentano perchè i gamberetti mangiati al cenone non erano freschi. Tzè, noi se spendiamo ce la godiamo e basta. E i gamberetti li mangiamo anche crudi.
postato da jansen alle ore 06/01/2009 20:19 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
categoria: episodi, i fuggitivi


venerdì, 02 gennaio 2009

L'ALBA DELLA SPA

Salve a tutti da Jansen.
Ciao anche da Silvia!!!
Gentili lettori e lettrici, siete testimoni della fusione di due culture, quella della bagna cauda e quella del cannolo…
Bagna cauda a me??? Guarda che anch'io preferisco il cannolo!..
Zitta, fammi finire!!!... Ehm… stavo dicendo... siete testimoni della fusione di due culture, di due personalità, di due destini che si uniscono stretti in un istante solo, che segnano un percorso profondissimo dentro di loro…
Wow... ma non vale, il tuo è un Tiro-mancino! Comunque sì, abbiamo deciso di dare alla luce il  progetto SPA. Siccome mi piace andare al sodo, spieghiamo subito di che si tratta...
Naturalmente, in un periodo di crisi come questo, abbiamo evitato di creare una società per azioni. SPA altro non è che l'acronimo di "Società Post A quattro mani".
Vabbeh ma se devi fare un acronimo fallo bene… così è un acronimo a metà. E poi al massimo sarebbe Stesura Post A 7 (4 mani, 2 teste e 1 pene), ma la verità è che SPA è l'acronimo di "Soggetti Psicolabili Associati".
Senti, bella, psicolabile a chi? Ma pensa per te! Piuttosto, era meglio la mia idea iniziale, ossia "Scriviamo Puttanate Abnormi", più simpatico, più originale...
Le puttanate le scrivi tu forse… io scrivo sempre cose interessanti… se vuoi possiamo definirlo un "Sicilia Piemonte Associated", no? Che è più professionale e meno volgare...
Volgare io? Minchia, parlò la monaca di Monza!
Che cazzo vorresti insinuare????? Ops..
Ecco, appunto, come volevasi dimostrare... la baronessa di Stocà…
Oh, un po' di rispetto!... Ti ricordo che l'idea di farlo insieme è stata mia!
Beh, ma l'acronimo l'ho coniato io…
Embè capirai...

...
Bene. Come avrete intuito, la SPA è il frutto di un evidente idillio. Non ci resta che darvi appuntamento prossimamente su questi schermi.

Ti piace fare la parte del presentatore, eh?!


postato da jansen alle ore 02/01/2009 01:59 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: spa


venerdì, 26 dicembre 2008

MESSAGGIO RICEVUTO

Per un mese ho ripetuto quotidianamente che il profumo mi sta per finire e me ne occorrerebbe uno nuovo.
Da sempre, invece, dico che le maglie con scollo a v mi fanno cagare.
Ecco. Indovinate cosa mi ha regalato mia madre per Natale.
postato da jansen alle ore 26/12/2008 02:52 | Permalink | commenti (32) / commenti (32) (pop-up)
categoria: episodi, messaggio ricevuto


martedì, 23 dicembre 2008

PREMIO NATALIZIO

Un genio, intelligente e ironico. Di chi sto parlando? Ma di me, naturalmente. Sia chiaro, io non mi assumo la responsabilità. Il colpevole è Avanguard, che qualche giorno fa mi ha conferito il Premio Dardos.



Inutile ringraziare ancora Avanguard. Lui sa bene cosa penso di lui e qualche mese fa ha pure ricevuto da me un premio analogo.
Adesso, secondo il regolamento, dovrei assegnare il premio a ben 15 blogger meritevoli di un riconoscimento. Però in questi giorni bisogna fare i bravi. A luglio e a ottobre possiamo scotennarci liberamente, ma a Natale, nel rispetto della tradizione, dobbiamo essere paciosi e altruisti. Sicchè ho deciso di premiare tutti senza distinzione alcuna.
Il vostro blog è presente tra i miei link? Bene, siete stati nominati. Il vostro blog non è tra i miei link ma fate parte della lista dei miei amici? Bravi, meritate ugualmente il premio. Non siete amici ma ogni tanto lasciate un commento qui e ricevete un mio commento a un vostro post? Complimenti, c'è gloria anche per voi. Qualora lo vogliate, come direbbe Bonolis, potete esibire questo premio e dire che ve l'ha portato Babbo Jansen. E allora

Evviva, evviva, facciamo festa
la risposta è quella giusta
felici noi cantiamo
e sì che ce la godiamo
la felicitàààà

(chi riuscirà a cogliere la citazione riceverà un ulteriore premio: una foto autografata che mi ritrae mentre mi taglio le unghie dei piedi)
postato da jansen alle ore 23/12/2008 16:26 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria: award


venerdì, 19 dicembre 2008

TASSONOMIA DELLE COMMESSE DEI NEGOZI D'ABBIGLIAMENTO

C'è crisi, gente. Le banche falliscono, i negozi chiudono, il popolo stringe la cinghia. E cosa fa quel geniaccio di Re Silvio? Semina ottimismo, lui. Spendete, italiani. Spendete e vedrete che l'economia tornerà a girare a meraviglia. Ora, dico io, invitarci a spendere di questi tempi è un po' come consigliare a un paraplegico di fare del sano jogging al mattino.
Ma tant'è. Crisi o non crisi, Silvio o non Silvio, adesso siamo a dicembre, mese dello shopping per eccellenza. E allora direi di conoscere meglio la figura lavorativa che nel periodo delle strenne natalizie ha da rimboccarsi le maniche: la commessa. Quelli che seguono sono i principali profili delle commesse dei negozi d'abbigliamento.

La riguardosa - Sempre più una mosca bianca. Sorridente e cordiale, si mette subito a tua disposizione ma senza opprimerti. Sa consigliarti e se il capo che stai provando ti sta di merda non ci pensa due volte a dissuaderti dall'acquisto

L'apatica - Il suo motto è "Compri o non compri mi pagano lo stesso". La trovi svogliata e sonnolente. Dentro il negozio puoi fare tutto ciò che vuoi, anche spargere letame, tanto mica è casa sua. Quando si accorge che hai bisogno di lei sbuffa. Inutile chiederle consigli, per lei tutto è bello e tutto ti sta bene

La velina - La musica in diffusione è la sua droga. Ballicchia e canticchia continuamente, anche mentre ti sta servendo. Ti odia perchè con le tue insopportabili richieste la distrai. Il suo posto di lavoro ideale è il grosso centro commerciale, dove ha tanto spazio per sfogarsi. Amatissima dal ministro Brunetta

L'intollerante - Sa bene che almeno 8 individui su 10 entrano nel negozio solamente per guardare e a lei 'sta cosa non va giù. Ti controlla a vista e va risistemando con eccessiva meticolosità tutto quello che hai appena sfiorato. Quando hai finito di saziare gli occhi ed esci ti lancia silenziosi ma apocalittici anatemi

La possoaiutartiiii?!?!? - Lei è un vortice umano. Ti aspetta al varco e ti aggredisce inaspettatamente, anche se sei fuori che osservi un manichino. La tua fine è segnata nel momento in cui dalla sua bocca esce fuori il terribile "Possoaiutartiiii?!?!?". Non fai in tempo a finire la frase "No, veramente stavo solo guardand..." che in men che non si dica ti ritrovi chiuso in un camerino con mille robe da provare. Ti tiene in ostaggio fino a quando non decidi di comprare qualcosa

La panterona - Una chilata di fondotinta in faccia, tacco 12, jeans a vita bassa e aquila tatuata sul culo in bella mostra. E' di poche parole ma molto abile a rincoglionire, specialmente se tra le sue grinfie c'è un sensibilissimo homo sficatus. Quando ti dice che "questa maglia ti sta benissimo" non puoi contraddirla. E se ti chiede "Serve altro?" non ce la fai a dirle di no. L'ultima volta che mi sono imbattuto in una tipa del genere sono uscito dal negozio con due maglioni larghissimi che adesso uso come copriletto. Ero entrato per comprare solo una cintura

postato da jansen alle ore 19/12/2008 18:45 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: varie, episodi, tassonomia delle commesse dei ne


giovedì, 11 dicembre 2008

SIAMO TUTTI CANTANTI: SPECIALE DUETTI

Appuntamento prenatalizio con la rubrica musicale che tutto il mondo mi invidia. Dacchè tra poco cominceranno ad impazzare in tv i concerti di Natale, quello che mi accingo a proporre io è una vera e propria sfida tra titani.
Cominciamo con un duo bolognese. Questi simpatici amici ci fanno ascoltare "Mia", canzoncina di Gatto Panceri. Che dire. Se fossi una donna e mio marito mi dedicasse una performance del genere io chiederei immediatamente il divorzio. Va be', forse col tempo e un po' di esercizio i ragazzi potranno risolvere i loro piccoli problemi di intonazione. Tanti auguri!




Il secondo video è qualcosa di imperdibile. Un uomo e una donna intonano (si fa per dire) "Colpo di fulmine", brano vincitore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo. Lui, poveraccio, ce la mette tutta e arriva dove può. Ma a rendere vani i suoi sforzi ci pensa lei, con la sua sensualissima voce alla Rosa Russo Jervolino. Il pubblico applaude e il presentatore dice "Bravi, bravi!". Sfottono, credo.

  


E concludiamo in bellezza con Valeria e Simona, due smandrappate quarantenni in cerca di gloria. Chissà, magari un giorno le vedremo in tv, brave come sono. In questo video interpretano "La isla bonita" come la canterebbe Madonna ubriaca durante un parto.

Last nait ai drim of San Peghro
is ol fils lai iesterdei nou farruei
iongorl ui ais laike dese
ol sims lai iestedei nou far auei
chopicol de ailan bas
ol de nechur uad e fri
dis is uer ai lot tu bi
la isla bonita
en uen de sammar plei
de san uon set so har
it tru hai e si ma hai
ior spenish lallabai

 
Da pelle d'oca. Anzi, da pelle di Valeria Marini.

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categoria: musica, tv , youtube, siamo tutti cantanti


venerdì, 05 dicembre 2008

TE LA DO IO LA CATENA

I love you.
Ich liebe dich.
Je t'aime.
Te quero.
Ti amo.
Mahal kita.
Wo ai ni.
Jeg elsker deg.
Ay-ayaten ka.
Kaluguranda ka.
Ya tebia lybly.
Tebe koxay.
In tt le lingue del mondo. Qst è la catena k dovra attraversare tt l'Italia. Mandala a 15xsn(a cui vuoi bn veramente,anke a me se mvb) altrimenti x 15 anni sfortuna in amore avrai...se te ne tornano almeno 3 qlcn t ama...


Ho riportato fedelmente (includendo quindi anche gli orrori grammaticali e sintattici) l'ultimo sms ricevuto. Naturalmente, ad inviarmelo è stato Giuseppe. Ora, non sto a spendere altre parole sul mio collega. D'altronde, se la sua età mentale è quella che è mica posso fargliene una colpa. Si sbloccherà un giorno o l'altro, penso. E poi non è solo colpa sua se quello delle catene di Sant'Antonio è un fenomeno dilagante. Io, però, voglio rivolgere un pensiero a colui o colei che fa partire la catena di turno. Perchè 'ste cose non possono partire da sole, devono per forza nascere da menti umane che poi le inoltrano.
E allora mi riferisco a te, chiunque tu sia, ideatore e lanciatore di catene di Sant'Antonio, spaccamaroni e spregevole ricattatore. Io vorrei che tu restassi perfettamente sveglio ma completamente paralizzato. Non per sempre, che certe cose non le penserei manco per scherzo (come non augurerei mai a nessuno 15 anni di sfortuna in amore, ma sorvoliamo). Dovresti rimanere immobile per cinque minuti, supino per terra. Cinque minuti soltanto. Godrei come un riccio se, durante quei cinque minuti di paralisi cosciente, un cavallo con diarrea acuta venisse a cagarti in faccia.
postato da jansen alle ore 05/12/2008 04:03 | Permalink | commenti (21) / commenti (21) (pop-up)
categoria: pensieri, te la do io la catena


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